Via Appia Nuova, 669 | 00179 Roma
0774.377006
0774.580016

Food Industry Monitor (FMI) 2020, un check-up al settore food

Food Industry Monitor (FMI) 2020, facciamo un check-up al settore food. Il 2020 verrà ricordato probabilmente come un anno anomalo, totalmente distaccato dal precedente e da venturo, a causa dell’emergenza Covid. In cuor nostro speriamo sia un annus horribilis, un incidente di percorso che non troverà “emulazioni” nei prossimi. Abbiamo imparato molto da questa esperienza che vogliamo ritenere in via di superamento perché oggi, 30 giugno 2020 e dati alla mano, così appare.

La straordinarietà dell’anno ha “fatto saltare” tutte le previsioni e i dati che erano stati preventivati in vista dell’arrivo del 2020. Ciò non ha impedito, comunque, di tracciare un bilancio a metà anno dello stato dell’arte del comparto food.

Noi di Dc Casa troviamo interessante, sotto questo punto di vista, l’ultima edizione FMI (Food Industry Monitor), l’osservatorio di riferimento del settore food, redatto dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in collaborazione con Ceresio Investors.

FMI analizza e interpreta le performance delle aziende italiane del comprato, l’evoluzione dei modelli di business e le tendenze di mercato nazionali e internazionali. L’edizione 2020 è (la sesta) è interamente dedicata al rapporto tra cibo, salute e innovazione.

Uno sguardo al recente passato

Food Industry Monitor (FMI) 2020, un check-up al settore food. Il 2019 ha rappresentato un anno positivo per il settore alimentare, che registra performance (crescita + 3% con Pil italiano cresciuto dello 0,3%), con i comparti che hanno registrato prestazioni sorprendenti, come: farine, caffè, vino, food equipment, acqua, packaging e latte.

Al numero 1 dei prodotti con ROS maggiori (Return On Sales, ovverò redditività) troviamo i distillati (+13%), seguiti dalle acque minerali (11,9%), food equipment (11,7%), birra (9,6%), dolci (7,8%), olio, farina, salumi, latte e caffè (6,5%).

Impatto Covid19

Food Report - Dc Casa
Food Report – Dc Casa

Il settore del food ha contenuto l’impatto del Coronavirus sul business rispetto ad altri settori, registrando con un calo generale nella crescita del 5% circa a fronte di un tracollo del PIL (-9,5%). Il 2021 si prospetta come un anno di progressivo riallinamento alle percentuali di crescita pre-Covid con un tasso di ripresa che si attesterà verosimilmente al 7,7%. Nonostante le previsione economiche siano negative per i mesi a venire, con una progressiva erosione dei risparmi dei consumatori, le esportazioni del settore food cresceranno ancora dell’11% nel biennio 2020-2021, con in testa gli stessi settori che hanno registrato incrementi maggiori nel 2019.

Tendenze consumatori

Come abbiamo anticipato in una recente analisi sul nostro blog le tendenze di mercato sono sempre più orientate su alimenti salutari, con una marcata tendenza per gli aspetti di sicurezza alimentare e dei processi di trasformazione del cibo. In particolare in Italia l’interesse è proiettato su caratteristiche e valori nutrizionali e sul rispetto della cultura culinaria e della tradizione, con una preferenza evidente per le materie prime di origine biologica.


Salmon Poke - Dc Casa
Salmon Poke – Dc Casa

<<Questi dati si riferiscono ai media prima dell’emergenza Coronavirus, ma ci aspettiamo che le tendenze emerse abbiano un ulteriore rafforzamento dopo la pandemia>>, ha dichiarato Carmine Garzia, relatore della ricerca, coordinatore scientifico dell’Osservatorio e docente di Management all’Università di Scienza Gastronomiche di Pollenzo (UNISG).

A livello di marketing il percorso di adattamento alle nuove richieste dei consumatori è decisamente lento: solo il 7% delle aziende enfatizza il tema della salute, della sostenibilità ambientale, degli alimenti controllati e tracciati. Un controsenso vero e proprio visto che chi ha puntato sul tema salute ha registrato tassi di crescita e redditività commerciale molto più elevati.

Innovazione


Food Industry Monitor (FMI) 2020, un check-up al settore food.

Interessante notare la svolta delle aziende verso l’innovazione e la digital transformation. Quasi il 10% aziende ha registrato almeno un nuvo brevetto negli ultimi 10 anni ed il 62% dei nuovi brevetti riguarda innovazioni dei processi produttivi; il restante 38% è associato ad innovazioni di prodotto.

Fonti:

www.foodaffairs.it

Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Ceresio Investors

Related Posts